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Iperammortamento 2026-2028: facciamo il punto su cosa sappiamo (e cosa no)

23/06/2026

Iperammortamento 2026-2028: facciamo il punto su cosa sappiamo (e cosa no)
La macchina è partita - e con una velocità che dice molto.


Il primo giorno di apertura della piattaforma GSE, il 12 giugno scorso, sono arrivate 1.392 prenotazioni. A dieci giorni dall'apertura il dato è già salito a 3.100 comunicazioni preventive, per 1,1 miliardi di euro di investimenti prenotati - con un investimento medio per comunicazione di circa 355.000 euro.

Numeri presentati da Davide Valenzano (GSE) al webinar Confindustria del 22 giugno, che confermano un'attesa che nel mondo industriale italiano si trascinava da mesi.
Il dato del primo giorno d’apertura ce l’aveva già anticipato Marco Calabrò, Capo Dipartimento per le politiche per le imprese del MIMIT, nel suo intervento all’evento organizzato da Atlante Group il 15 giugno. In quell'occasione Calabrò ha offerto un quadro molto completo della misura, con dati inediti sul Piano Transizione 5.0 e chiarimenti operativi sul nuovo strumento. Proviamo a raccogliere i punti più rilevanti, integrando quanto emerso con le istruzioni operative nel frattempo pubblicate.

Consuntivo del Piano Transizione 5.0 - cosa è emerso?

Prima di entrare nel dettaglio del nuovo Iperammortamento, Calabrò ha fatto un consuntivo del Piano Transizione 5.0 (2024-2025) che vale la pena riportare. Circa 20.000 istanze, per circa 10 miliardi di investimenti sostenuti.

Le piccole imprese hanno partecipato numericamente in modo massiccio - con una media di investimento di circa 250.000 euro - concentrandosi quasi esclusivamente sui beni materiali e trascurando formazione e software.
Sul fronte geografico il dato è meno confortante: circa l'80% degli incentivi è andato a Nord-Ovest e Nord-Est, con il Sud e le Isole sotto il 10%. Un risultato che Calabrò ha definito insoddisfacente, soprattutto considerando la cumulabilità del 5.0 con il credito ZES - uno strumento che avrebbe potuto fare da leva al Sud e che invece è stato poco sfruttato.

C'è poi il capitolo degli "esodati 5.0": circa 1,5 miliardi di crediti rimasti fuori per presentazioni avvenute dopo la chiusura della piattaforma del 7 novembre. Il governo è intervenuto con due tranche di copertura, strutturate in modo da non impattare integralmente sul deficit 2025 secondo le regole Eurostat.

Una lezione, tra tutte, che Calabrò ha tratto da questa esperienza: meno si cambiano le regole in corsa, meglio funziona lo strumento. E il nuovo iperammortamento sembra disegnato proprio tenendo conto di questo.

Il nuovo strumento: automatico, neutro, triennale

Il cambio più radicale rispetto al 5.0 è nello strumento fiscale: non più un credito d'imposta (che impatta integralmente sul bilancio nell'anno dell'investimento), ma una maggiorazione delle quote di ammortamento deducibili ai fini IRES/IRPEF.
Il beneficio si distribuisce negli anni di vita utile del bene - una scelta motivata da esigenze di sostenibilità del bilancio pubblico, ma che porta con sé un vantaggio concreto: procedure di accesso molto più semplici.

Non è più richiesta la dimostrazione del risparmio energetico effettivo, che era il principale scoglio del vecchio 5.0. Non ci sono vincoli gerarchici tra categorie di beni: ogni acquisto è agevolabile in modo autonomo, senza dover "prima" comprare beni materiali per accedere a software o impianti FER.
E non ci sono più i vincoli DNSH legati al PNRR, che nel 5.0 escludevano le imprese energetiche.

Le aliquote, per investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, sono articolate su tre fasce annuali:
 
Investimento Maggiorazione Risparmio IRES effettivo
Fino a 2,5 milioni € +180% 43,2%
Da 2,5 a 10 milioni € +100% 24%
Da 10 a 20 milioni € +50% 12%


 
 
Il 43,2% del primo scaglione è comparabile con il massimo del vecchio 5.0 (45%) e molto superiore al 20% della Transizione 4.0 - con procedure nettamente più snelle.
Come ha ricordato Calabrò, oltre il 95% degli investimenti delle imprese italiane rientra nella fascia dei 2,5 milioni. Le risorse disponibili sono 9,8 miliardi (da 8,4 iniziali, grazie al D.L. 38/2026), con una leva attesa che dovrebbe sostenere tra i 20 e i 25 miliardi di investimenti nel triennio.

Cosa è già operativo e cosa no

Dal 12 giugno è attiva la comunicazione preventiva sulla piattaforma GSE "NPTR5". Le imprese possono prenotare investimenti già effettuati, in corso o pianificati entro il 30 settembre 2028, per ciascuna struttura produttiva.

Le fasi successive - comunicazione di conferma (entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva, con acconto del 20% su ciascun bene) e comunicazione di completamento (entro il 15 novembre 2028) - attendono ancora l'abilitazione della piattaforma, che verrà comunicata con successivo decreto direttoriale.

Le due comunicazioni periodiche annuali (entro il 20 gennaio e il 30 giugno di ogni anno dal 2027) servono al monitoraggio della spesa pubblica: Calabrò ha chiarito che la loro omissione non inibisce l'accesso all'incentivo.

 

I chiarimenti di Calabrò: i punti che interessano di più

Nella sessione Q&A del webinar del 15 giugno sono emersi alcuni temi su cui le imprese si stavano interrogando. Eccoli sintetizzati.
 
  • Investimenti avviati sotto il 4.0 o il 5.0 ma consegnati nel 2026: possono accedere al nuovo incentivo, previa rinuncia esplicita al vecchio. I dettagli operativi saranno nella circolare operativa che il MIMIT sta preparando - con l'obiettivo di pubblicarla prima della pausa estiva.
  • Software as a Service (SaaS): il tema è aperto. I software in cloud mal si prestano al meccanismo dell'ammortamento. Il MIMIT sta studiando una soluzione con il MEF; anche la Presidenza del Consiglio ha già segnalato interesse.
  • Limite del 105% per gli impianti FER: è un calcolo mobile, riferito all'anno precedente l'investimento - non fisso al 2025 come alcuni temevano.
  • Vincolo "made in Europe" su pompe di calore, sistemi di accumulo e inverter: rimosso. Rimane solo per i moduli fotovoltaici (categorie B e C).
  • Settore agricolo: escluso dall'iperammortamento, ma il Ministero dell'Agricoltura sta predisponendo uno strumento ad hoc a credito d'imposta.

Le questioni ancora aperte

Nonostante il quadro sia sostanzialmente definito, restano alcune zone grigie. La più rilevante riguarda le imprese di nuova costituzione e i nuovi siti produttivi: la comunicazione preventiva richiede di dichiarare la disponibilità della struttura produttiva già al momento dell'invio. Chi sta ancora allestendo un nuovo stabilimento o finalizzando il contratto d'affitto non può rendere questa dichiarazione veridicamente, creando una barriera di fatto non prevista dalla norma primaria. È uno dei temi che ci aspettiamo venga affrontato nella circolare operativa annunciata da Calabrò.

Un secondo aspetto da tenere presente riguarda la gestione temporale: l'agevolazione decorre dal periodo d'imposta in cui viene inviata la comunicazione di completamento, non dall'anno di acquisto del bene. Per investimenti che attraversano più esercizi, la pianificazione dei tempi è tanto importante quanto la scelta del bene.
 

Il punto di Atlante

Se stai valutando un investimento in beni strumentali tecnologici o impianti FER - anche per il 2027 o 2028 - è il momento giusto per fare una prima analisi di ammissibilità, stimare il beneficio atteso e verificare le opportunità di cumulo con altri strumenti attivi: dalla Nuova Sabatini al credito ZES, dal finanziamento SIMEST al leasing agevolato. Contattaci per la tua prefattibilità gratuita