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| PPWR | Le 3 scadenze del 12 agosto

15/07/2026

| PPWR | Le 3 scadenze del 12 agosto

Il regolamento sugli imballaggi non è solo un tema di packaging. Cambia le responsabilità delle aziende.

Il 12 agosto 2026 diventano operativi i primi obblighi del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR). Un regolamento - direttamente applicabile, non una direttiva da recepire - con scadenze progressive fino al 2040 e una regola alla base molto semplice: un imballaggio potrà essere immesso sul mercato UE solo se conforme.
Il perimetro non è di nicchia. Parliamo di un settore che assorbe il 40% della plastica e il 50% della carta prodotte in UE, e che genera il 36% dei rifiuti solidi urbani. Il PPWR è uno dei pilastri con cui l'Europa intende accelerare la transizione verso un'economia circolare vera.


Chi è obbligato

Il Regolamento distingue tre ruoli: fabbricante (chi controlla la progettazione dell'imballaggio, indipendentemente da chi lo produce fisicamente), importatore (immette sul mercato UE solo imballaggi conformi) e distributore (applica il principio di due diligence).
C'è un dettaglio spesso trascurato: importatori e distributori diventano fabbricanti se immettono imballaggi con proprio marchio o se li modificano incidendo sulla conformità. Molti retailer con private label scoprono così di ricadere in una categoria più esigente di quella che si aspettavano.
Va poi tenuta distinta la figura del produttore ai fini EPR: chi rende disponibile per la prima volta l'imballaggio in un determinato Stato membro. È un'identificazione nazionale, con obblighi di finanziamento della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Fabbricante e produttore possono coincidere o meno.

Le tre scadenze del 12 agosto 2026

PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti. Tre soglie: 25 ppb per il singolo PFAS, 250 ppb per la somma (polimerici esclusi in entrambi i casi), 50 ppm per i PFAS totali con il fluoro totale come indicatore di screening. Nessun periodo transitorio: le scorte pre-esistenti non sono salve.
 Metalli pesanti. La somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente non può superare 100 mg/kg. Vale per tutti gli imballaggi, non solo per quelli alimentari.
Riciclabilità e riutilizzo, dove applicabile, con documentazione a supporto.
Poi il calendario prosegue: etichettatura armonizzata, target di riduzione e reuse & refill nel 2028; criteri di riciclabilità per classi definite, divieto della plastica monouso, materie prime a base biologica e quote minime di riciclato nel 2030.
 

Non è (solo) un problema di packaging

Ridurre il PPWR a un tema di reparto R&D o acquisti è l'errore strategico più costoso. Sul piano operativo obbliga a rivedere sviluppo prodotto, produzione, logistica e gestione degli scarti - un imballaggio non conforme può portare al ritiro del bene che contiene, non solo dell'imballaggio.
Sul piano supply chain cambia la geografia dei fornitori: aumenta il peso di chi sa fornire dati tecnici certificati.
Sul piano reputazionale e sanzionatorio le autorità nazionali possono imporre azioni correttive e sanzioni "efficaci, proporzionate e dissuasive".
Ma il punto vero è un altro. Chi si sta muovendo per tempo si sta accorgendo che la conformità apre uno spazio strategico: meno emissioni, meno consumo di risorse, contributo alla decarbonizzazione, efficienza materiale e logistica, innovazione, reputazione, vantaggio competitivo. Chi arriva prima detta le regole del mercato.


Un approccio graduale

Fase 1 - Compliance (breve termine). Analisi dell'applicabilità e gap assessment sugli obblighi in vigore dal 12 agosto: mappatura di packaging, flussi e ruoli, focus su PFAS, metalli pesanti, riciclabilità.
Fase 2 - Strategia (medio termine). Estensione dell'analisi alle scadenze successive, piano d'azione su R&D, procurement, materiali, dati di filiera, produzione, logistica.
Fase 3 - Monitoraggio (lungo termine). Sistemi IT per la gestione continua della conformità e aggiornamento alla luce degli atti delegati che la Commissione continuerà a emanare.

Un elemento da non sottovalutare: il PPWR dialoga con la Direttiva rifiuti, con REACH, CLP, POPs e MOCA per la sicurezza chimica, con la Empowering Consumers Directive per i claim ambientali, con la CS3D per la governance della filiera e con l'EUDR per la tracciabilità del dato. Trattarlo come un dossier isolato significa lasciare sul tavolo sinergie preziose.


Cosa fare adesso

A meno di 30 giorni dalla prima scadenza, la domanda non è più "il PPWR mi riguarda?" ma "so esattamente dove sono i miei gap e ho un piano per chiuderli?". Se la risposta non è chiara, il momento di iniziare non è domani.

Contattaci per valutare i gap di conformità della tua organizzazione e definire un percorso concreto verso il PPWR.
 

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