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Oltre 505 milioni di euro per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

20/07/2026

Oltre 505 milioni di euro per la ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno

In arrivo il bando Scoperta Imprenditoriale II 2026

Il MIMIT sta per aprire uno dei bandi più rilevanti dell'anno per l'innovazione al Mezzogiorno: 505,8 milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo in sette regioni.
La procedura sarà a sportello - quindi l'ordine cronologico di presentazione conta più di quanto si pensi. Il bando operativo non è ancora stato pubblicato, ma il perimetro è già definito ed è il momento giusto per prepararsi.


Un'occasione strategica per il Mezzogiorno

Con la misura Scoperta Imprenditoriale II 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy destina risorse consistenti a progetti di R&S coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente. L'obiettivo è creare nuovi prodotti, processi o servizi - o migliorare in modo significativo quelli esistenti - realizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

È una delle poche misure che combina dotazione rilevante, focus territoriale sul Sud e apertura a tutte le dimensioni aziendali.
Il 60% delle risorse è riservato a PMI e reti d'impresa, con una sottoriserva del 25% dedicata a micro e piccole imprese.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) con almeno due bilanci approvati, operanti in industria, agroindustria e artigianato, oltre ai centri di ricerca. Come co-proponenti sono ammessi organismi di ricerca, imprese agricole e imprese di servizi all'industria. Nessun vincolo ATECO né requisiti sulla sede legale: l'unico vincolo territoriale riguarda la realizzazione dell'investimento.
I progetti devono essere collaborativi: massimo tre proponenti, con almeno una PMI e una quota minima del 10% dei costi per ciascun soggetto.


Cosa si finanzia e con quali intensità

Le agevolazioni combinano due strumenti:
  • Contributo diretto alla spesa: 40% per piccole imprese, 35% per medie, 30% per grandi. Per gli organismi di ricerca sale al 60% (ricerca industriale) e al 40% (sviluppo sperimentale).
  • Finanziamento agevolato pari al 40% dei costi, non assistito da garanzie, durata 1-8 anni, tasso agevolato al 20% del riferimento.
Investimenti ammissibili tra 1 e 5 milioni per ciascuna impresa proponente (tetto pari al 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi). Durata dei progetti: 18-36 mesi. Sono ammissibili spese di personale interno, strumenti e attrezzature, consulenze e ricerca contrattuale, spese generali direttamente riferibili e materiali di progetto.

Il punto che cambia tutto: procedura a sportello

Le domande verranno istruite in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse. Nei bandi MIMIT a sportello degli ultimi anni, le risorse si sono spesso esaurite in poche settimane, a volte in pochi giorni. Aspettare la pubblicazione del bando operativo per iniziare a lavorare al progetto significa arrivare tardi.


Cosa fare oggi

In attesa del decreto attuativo, le imprese che vogliono massimizzare le probabilità di successo dovrebbero già:
  • verificare l'ammissibilità (dimensione, bilanci, sede degli investimenti, capacità di co-finanziamento);
  • identificare i partner (altre PMI, organismi di ricerca, imprese di servizi);
  • strutturare l'idea progettuale allineandola alla S3 nazionale;
  • preparare la documentazione tecnica ed economico-finanziaria per essere pronti al click-day.


Il supporto di Atlante

Atlante affianca le imprese in tutte le fasi: analisi di ammissibilità, redazione del progetto, gestione della domanda e rendicontazione. Con oltre 500 milioni sul tavolo e un meccanismo a sportello, la differenza tra ottenere e non ottenere le agevolazioni si gioca nelle settimane che precedono l'apertura del bando.
 

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