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Decreto Iperammortamento 2026: alle battute finali le regole per accedere all’incentivo

13/04/2026

Decreto Iperammortamento 2026: alle battute finali le regole per accedere all’incentivo
Il decreto attuativo del nuovo piano Transizione 5.0 si avvicina al traguardo. Dopo tre mesi di confronto serrato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e il Ministero dell'Economia (Mef), la nuova bozza — come riporta il Sole 24 Ore che ha avuto modo di visionarla — mostra un testo profondamente rivisto rispetto alla versione circolata a gennaio.

Alcune modifiche vanno incontro alle richieste delle imprese. Altre, invece, eliminano semplificazioni che il mondo produttivo attendeva con interesse.

▶️ Confermata la cancellazione della clausola Made in EU
Cancellati tutti i riferimenti al vincolo territoriale che limitava gli acquisti ai soli beni prodotti in UE o nello Spazio Economico Europeo.

▶️ Canoni software: l'incentivo si estende agli abbonamenti
I software in cloud erogati a canone (SaaS) - gestionali, MES, ERP e strumenti analoghi - entrano nell'incentivo. Il beneficio si calcola sui costi sostenuti a titolo di canone, limitatamente alla quota di competenza del singolo periodo d'imposta.

▶️ Leasing: il 20% si considera versato alla firma del contratto
Per i beni in leasing finanziario, l'obbligo di dimostrare il pagamento del 20% del costo di acquisizione si considera soddisfatto già con la stipula del contratto e la sottoscrizione dell'ordine di acquisto da parte della società concedente — senza esborsi anticipati per l'impresa utilizzatrice.

▶️ Soglie annuali, non triennali: gli scaglioni si resettano ogni anno
Le tre fasce di maxi-ammortamento - 180% fino a 2,5 milioni, 100% oltre e fino a 10 milioni, 50% oltre e fino a 20 milioni — non si riferiscono all'intero triennio ma si azzerano ogni anno. Chi esaurisce il massimale nel 2026 riparte da zero nel 2027 e ancora nel 2028.

▶️ Ordini 2025 ammessi
Conta la consegna, non l'ordine Il momento rilevante è la consegna del bene, non l'effettuazione dell'ordine. Le imprese che hanno avviato investimenti nel 2025 ma ricevono in consegna i beni dopo il 1° gennaio 2026 avranno comunque accesso all'iperammortamento.

▶️ Le tre comunicazioni restano, con più flessibilità
La comunicazione di completamento può riferirsi anche a singoli beni, consentendo una fruizione progressiva del beneficio. Resta aperta l'ipotesi di una quarta comunicazione annuale obbligatoria per monitorare la spesa.

▶️ Perizia obbligatoria per tutti, salta l'autodichiarazione
Su rilievo del MEF viene eliminata la possibilità di autodichiarazione per i beni sotto i 300.000 euro. La perizia tecnica asseverata è ora richiesta per tutti gli investimenti, senza soglie minime.

La notizia apparentemente meno positiva per le PMI riguarda l'autodichiarazione per i beni sotto i 300mila euro. In realtà questo ulteriore adempimento fornisce una garanzia concreta a tutela dell'investimento e della solidità dell'agevolazione.
 

Il percorso verso l'apertura delle domande

La firma dei ministri Urso e Giorgetti dovrebbe arrivare a breve. Seguiranno il passaggio alla Corte dei Conti, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i decreti direttoriali con le istruzioni operative e le date di apertura della piattaforma: complessivamente si parla di oltre un mese prima della piena operatività. Ma già la pubblicazione del testo ufficiale dovrebbe rappresentare il segnale che molte imprese stavano aspettando per sbloccare gli investimenti fermi in attesa di questi chiarimenti.

Continuiamo a monitorare e vi aggiorneremo non appena il decreto sarà ufficiale.