Il decreto attuativo e i primi chiarimenti operativi
Sul piano operativo, un passaggio chiave è avvenuto il 5 gennaio 2026, quando il MIMIT ha trasmesso al MEF la bozza del decreto interministeriale chiamato a disciplinare in dettaglio l’iperammortamento per il triennio 2026-2028. Il testo è ora all’esame del Ministero dell’Economia per il concerto, poi bisognerà attendere il vaglio della Corte dei Conti.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore [Carmine Fotina, Norme & Tributi Plus Fisco, 7 gennaio 2026], il decreto conferma l’impianto delineato dalla Legge di Bilancio ma introduce una procedura articolata in tre comunicazioni obbligatorie, avvicinando l’iperammortamento ai meccanismi già sperimentati con Transizione 5.0. Le imprese dovranno trasmettere una comunicazione preventiva sull’ammontare degli investimenti, una comunicazione di conferma – attestando il pagamento di almeno il 20% del costo – e una comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.
Vengono inoltre chiariti alcuni nodi interpretativi rilevanti, a partire dal vincolo “Made in EU”, che risulta parzialmente alleggerito: non sarà necessario che i beni siano interamente prodotti nell’Unione Europea, ma sarà sufficiente che abbiano subito nell’UE o nello Spazio Economico Europeo l’ultima trasformazione sostanziale, secondo la normativa doganale. Analoghe aperture riguardano il software, per il quale basterà dimostrare che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo sia riconducibile a soggetti europei.
Il decreto definisce anche gli oneri documentali: per gli investimenti superiori a 300 mila euro sarà richiesta una perizia tecnica asseverata, mentre sotto tale soglia potrà essere sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante. Il sostenimento effettivo delle spese dovrà in ogni caso essere attestato da una certificazione contabile. I controlli saranno affidati al GSE, con obblighi di conservazione della documentazione fino a dieci anni e specifiche cause di decadenza dell’agevolazione in caso di cessione dei beni o delocalizzazione.
Altri interventi a favore delle imprese
La Legge di Bilancio 2026 contiene anche altri provvedimenti che impattano l’ecosistema d’impresa, tra conferme, sospensioni o rifinanziamenti con effetti operativi:
- Sospensione prolungata di plastic tax e sugar tax, alleggerendo i costi per alcune filiere industriali.
- Modifiche operative ai crediti ZES/ZLS e alle compensazioni fiscali, che migliorano la fruibilità delle agevolazioni territoriali e dei crediti d’imposta.
- Fondi aggiuntivi per Transizione 4.0, rafforzando la dotazione esistente per l’innovazione.
Nel complesso, la manovra sostiene la competitività delle imprese italiane con un mix di strumenti fiscali, incentivi agli investimenti e razionalizzazione delle agevolazioni — elementi che richiedono però una pianificazione attiva e attenta in vista delle scadenze e dei requisiti operativi.